ZANTE IN SOLITARIA

ZANTE IN SOLITARIA - Ciao amico una destinazione turistica italiana, Nell'articolo si legge questa volta con il titolo ZANTE IN SOLITARIA, abbiamo preparato bene per questo articolo leggere e scaricare le informazioni in essa. si spera coprire i posti articolo Grecia, articolo Isole della Grecia, articolo Isole Ionie, articolo Mar IOnio, articolo Zante, scriviamo può capire. Beh, buona lettura.

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ZANTE IN SOLITARIA

Di Argion



Tornato dalla mia quarta vacanza in Grecia, partito con molte incertezze e tutte rigorosamente smentite!
Ho scelto Zante (che preferisco chiamare Zakynthos) per caso: ad inizio anno mi capitò di vedere su Internet un video, pochi secondi per la verità, di un tizio che faceva Base Jumping da un dirupo con un paesaggio incredibile sullo sfondo (poi rivelatosi la spiaggia del Navagio): pensavo si trovasse in chissà quale posto del mondo ma dopo una breve ricerca scoprii trovarsi a due passi dall'Italia e naturalmente nell'adorata Grecia!
Da lì il passo è stato breve, appena ho avute confermate le ferie mi sono organizzato, questa volta per viaggiare in solitaria.


 1° GIORNO: ARRIVO NEL TARDO POMERIGGIO A ZAKYNTHOS TOWN


Ho scelto di soggiornare per tutta la settimana nel paese principale (Zakynthos Town), più che altro perché dalle precedenti esperienze in Grecia mi sono reso conto di preferire sempre i capoluoghi, quando possibile: c'è più vita, servizi e la sera è più comodo passeggiare senza spostarsi.
Posso dire che la scelta sia stata azzeccata, soprattutto dopo aver letto di come la zona di Laganas, spesso proposta come prima soluzione, fosse più indicata per i gruppi di ragazzetti/e.
A tal proposito, alcuni dubbi erano legati proprio alla reputazione di Zakynthos quale "colonia inglese", isola buona solo per ventenni ubriaconi, discotecari e rissaioli, etc.
Beh, pur considerando che io a Laganas non mi sono voluto fermare (ho visto solo la spiaggia da lontano), posso affermare che siano tutte emerite boiate, quantomeno io non ho visto nulla di tutto questo.
Veramente NULLA di diverso dagli altri miei viaggi in Grecia, perciò è assolutamente possibile godersi questo paradiso senza nemmeno incrociarli questi famigerati inglesi ubriachi o italioti tamarri.
Un'informazione che spesso viene richiesta: dall'aeroporto NON ci sono autobus di linea, perciò se non avete qualcosa di organizzato dovrete affidarvi ai taxi.
Per arrivare in paese mi hanno chiesto 15€, tanti, mentre al ritorno a fine vacanza, 11€.
Francamente non ho voluto star a contrattare, è una cosa che non sopporto... se voi siete più abili potreste ottenere prezzi migliori.
L'impatto con il paese è stato positivo: il porto è lungo e bello, i locali lo percorrono tutto per terminare in piazza Solomon, proprio a due passi dal mio hotel.
Ci sono in sostanza due vie principali, quella del porto e la sua parallela, la prima con più locali gastronomici e la seconda con più negozi di vario genere, non solo di souvenir.
Tutte le sere ho passeggiato lungo queste vie per poi far tappa in piazza, che in pratica dopo il tramonto diventa un circuito aperto per le macchinine elettriche dei marmocchi e curiosi elicotteri luminosi.
Una sera ho visto uno spettacolino di artisti di strada, un'altra sera passava la banda, ci sono anche alcuni bei locali all' aperto con musica e gli yatch dei superpapponi da ammirare.
Ah, ricordate che a Zakynthos si è un'ora avanti.


2° GIORNO: DAFNI E GERAKAS
All'arrivo in hotel ho potuto noleggiare direttamente uno scooter, scegliendo un 125cc dopo consultazioni nel web prima di partire.
La scelta è stata adeguata perché avevo intenzione di girare tutta l'isola e ho avuto conferma del fatto che alcune pendenze, soprattutto nella parte a Ovest e a Nord, sono davvero importanti.
Non so come facessero gli altri a girare in due su un cinquantino... comunque non ho visto nessuno in panne o incidentato.
Sconsigliabile invece il Quad, ma più che altro perché viste le distanze ci si può rompere le scatole sul serio procedendo a quella velocità, provavo pietà per certi temerari in Quad sulle strade ad Ovest.
L'unica situazione in cui il Quad può fare la differenza è il percorso per la spiaggia di Dafni, ma ci tornerò tra poco.
Le strade non mi sono sembrate quel disastro segnalato da qualcuno, certo che se il termine di paragone sono le autostrade tedesche non ci siamo... ma ci si gira tranquillamente.
L'unica strada asfaltata che ho trovato poco rassicurante si trova verso la penisola di Vassilikos, dove effettivamente in alcuni punti, con il sole e l'angolazione giusta, puoi vederci le cose riflesse (non scherzo).
Ma bisogna proprio andarsele a cercare e se si va piano non si ha il minimo problema.
Da segnalare che in tantissimi non usano il casco anche su moto da Gran Premio... Mi hanno detto che di solito è Laganas la zona più controllata dalla polizia e ci sono multe salate se ti beccano senza, ma a me è bastato vedere qualche essere umano ridotto a pancake per farmi passare la voglia di girare senza casco: è comunque consigliabile procurarsi un bandana, i caschi forniti potrebbero fare da piantagione di muschio e licheni.
Chiarita la situazione trasporti torniamo al mio viaggio: fresco di scooter decido di dirigermi verso una delle spiagge più consigliate, Dafni.
Avevo letto di una strada pericolosa per arrivarci e percorrendola all' inizio me la ridevo pensando che la gente deve essere matta per ritenere tale quella stradina tra gli ulivi.
Poi, più avanti, mi sono ricreduto eccome: la strada non è più asfaltata e diventa... sabbiosa, il tutto in un' "agevole" saliscendi con tornanti e pendenze considerevoli.
Sul serio, ho passato un brutto quarto d' ora per scendere in quell' inferno, a velocità da passeggiata e sperando di non cadere o fermarmi a metà salita.
Sia chiaro che la cosa sia fattibile, ma non lo rifarei e non lo consiglierei a chi non è almeno un po’ navigato sulle due ruote.

Inoltre una volta arrivato a Dafni non ho trovato quel paradiso che mi aspettavo: certo la spiaggia è carina e l'acqua è pulita, ci sono i segnali dei nidi di tartaruga e tutto il resto che ti aspetti di vedere, ma queste cose le troverete, e migliori, anche in altri posti molto più comodi da raggiungere.
Il problema di Dafni è stato un altro... mi sono fermato in un bar con lettini free, immerso nel verde di piante fiorite e... una quantità terrificante di vespe e calabroni da guerra. Ragazzi, sul serio, qui hanno un problema con le vespe: avrò scelto il bar più sfigato, sarà stato un caso o chissà che altro ma io non riesco a pensare di rilassarmi in spiaggia mentre decine di vespe pattugliano la zona, te compreso.
Sono abbastanza sicuro che una di loro mi sia camminata in tranquillità lungo tutto il braccio: di solito le mosche scappano se fai un minimo movimento ma quella cosa mica se ne andava.
Non ho avuto il coraggio di scoprire cosa fosse mentre sudavo freddo.
Ok, ti dicono di lasciarle stare che "non ti fanno niente se non si sentono minacciate"... Eh grazie al cavolo, il punto è che per una vespa il fatto che tu sbatta un telo è una minaccia. Se mangi un gelato lo vogliono anche loro (andandoci direttamente sopra) e se sobbalzi sei una minaccia; se stai camminando e per sfiga le avvicini, sei una minaccia.
Se hai comprato un biglietto per Zakynthos, sei una minaccia.
Ad un certo punto il mio livello di stress (e terrore) era salito oltre i livelli pre-vacanza, per cui dopo nemmeno una mezzora decido di andarmene.
Decido di fermarmi almeno a pranzare in quel bar, ma mentre faccio dietro-front per tornarci mi passa davanti al viso un calabrone grosso come un sigaro e a quel punto scappo nel vero senso della parola.
Dafni, a mai più rivederci...
Purtroppo a Zakynthos dovrete mettere in conto che vespe e calabroni girano indisturbati in alcune spiagge. Basta non minacciarli, no!? :)
 
Dafni, l'impero delle vespe
 

Riprendo la strada principale e mi dirigo a Sud verso Gerakas, altra spiaggia definita tra le migliori dell'isola.
All'ingresso una simpatica signorina mi avverte di come sia una spiaggia (giustamente) protetta e sia consentito fermarsi al massimo 3 ore per persona.
Io non so come calcolino queste 3 ore, resta il fatto che i lettini con ombrellone erano pochi e tutti occupati, per cui ho dovuto accontentarmi di stendere il mio telo sulla spiaggia libera a destra; e non avendo un mio ombrello mi sono beccato un' insolazione. :(
Comunque la spiaggia è bella, certamente più accessibile ed estesa di Dafni, anche se il colore marrone della sabbia e una certa sporcizia non me l'hanno fatta apprezzare particolarmente (per non parlare del tizio col mollusco al vento che se ne stava poco più avanti).
 
scorcio di Gerakas
 

 Da ricordare che in tutte le spiagge protette (quelle con i nidi di tartaruga) è possibile stare fino a due/tre metri dal bagnasciuga, mentre più dietro è vietato stendersi per il rischio di finire sopra ai nidi non ancora scoperti.


 3° GIORNO: NAVAGIO, PORTO LIMNIONAS


Dopo la discutibile esperienza delle prime due spiagge decido di dirigermi verso il luogo che ha originato la mia vacanza, la spiaggia del relitto.
Tengo a sottolineare che per me, viaggiando da solo e avendo la passione della fotografia, questa visita valeva già da sola tutta la vacanza, per cui avevo messo in conto di visitarla sia dal punto di osservazione dall'alto, sia con la classica gita in barca.
Da Zakynthos Town ci si può arrivare lungo due strade principali, una che percorre il Sud verso Keri per poi risalire ad Ovest e un' altra che percorre la costa Est.
Avendo intenzione di passare per altri posti al ritorno, ho scelto la prima opzione.
Le indicazioni ci sono ma a volte sono fuorvianti oppure alcuni cartelli sono scritti solo in greco, mi è capitato di sbagliare strada un paio di volte; Alla fine comunque controllando più volte la mappa ho trovato la strada giusta e sono arrivato al punto d' osservazione.
Purtroppo quel giorno il tempo non era dei migliori, ha anche piovuto qualche minuto per cui la luce non era proprio il massimo, ma per me arrivare in quel preciso punto e guardare coi miei occhi quella meraviglia è stato emozionante come quando vidi l'Opera House a Sydney: ognuno ha un suo immaginario riguardo ad eventi, situazioni o immagini per cui non pretendo che per tutti sia lo stesso; Per alcuni sono solo "posti", escursioni curiose tra una serata in discoteca e un pomeriggio in spiaggia, fotografie sgangherate coi piedi tagliati da inviare col telefonino agli amici mentre si stringono le labbra a culo di gallina, per poi andarsene dopo soli due minuti... Mentre per altri la stessa cosa assume significati molto più personali e non universali.
Beh, io ci sono rimasto delle ore a fotografare e contemplare un simile capolavoro della natura, e della storia, perché pur nella sua negatività quel naufragio ha creato un' immagine per me incredibile, come in un film, o in un videogioco, qualcosa di irreale che sembra studiata a tavolino per far scena mentre invece è autentica.
Uno dei posti più evocativi che abbia mai visto in vita mia. :)
 
La meravigliosa spiaggia del Navagio
 
Tornando dal Navagio cominciavo ad essere piuttosto stanco ed era tornato il sole, per cui ho saltato la fermata a Porto Vromi per puntare dritto a Porto Limnionas.
Obiettivo: riposare finalmente su di un lettino all' ombra. Centrato!
Il posto è molto bello ma più adatto a chi voglia tuffarsi e nuotare perché non c'è una spiaggia ma solo degli scogli e i pochi lettini della taverna in cima al dirupo (7€ lettini ed ombrello compreso).
Comunque non avevo intenzione nè di bagnarmi nè di sporcarmi di sabbia, perciò ci sono andato a nozze.
 
 

4° GIORNO: KERI BEACH, MARATHONISSI, KERI CAVES
Raggiungo Keri Beach con l'intenzione di rilassarmi un po’ prima di fare l'escursione nella zona delle tartarughe.
La spiaggia è ghiaiosa e al solito i posti contati, ma ci sono gli alberi a fare una buona ombra; Anche qui l'acqua è stupenda, come del resto in tutta la zona Sud di Zakynthos.
Verso pranzo prendo un biglietto al primo baracchino e mi imbarco per l'escursione che comprende avvistamento delle tortuga, sosta a Marathonissi e visita alle Keri Caves.
La ricerca delle creature consiste in un braccaggio verso Laganas che ricorda una scena de Lo Squalo: i capitani si scambiano informazioni sulle zone in cui sono state avvistate e si dirigono a tutta birra sul posto.
Francamente non capisco come si possa parlare di tutela e rispetto facendo tutto quel baccano e inseguendo le bestiole con tale foga... Che poi non c'è da sperare di vedere molto nemmeno con le cosiddette barche glass bottom, perché una tartaruga braccata mica viene a sostare lì sotto... Perlopiù vedrete delle sagome scure che potrebbero essere dei radiocomandi, e tutti entusiasti per aver visto una presunta tartaruga marina scattando foto a cui non crederà mai nessuno.
Ma in realtà lo scopo della caccia è sfinire l' animale fino a che sarà costretto a salire in superficie per respirare, al che tutti in un' ondata di rispetto per le raccomandazioni scoppieranno in un fragoroso applauso ed urla terrorizzando l' animale che ogni anno si chiede se non sia meglio andare a deporre in Antartide dove nessuno gli rompa i maroni! :)
La mia sensazione è che considerata la modalità di questi avvistamenti, un' alternativa per vedere le tartarughe sia prendere un pedalò a Laganas e andare al largo verso... le barche da caccia.
C' è da dire che anche il pedalò costa caro e inoltre non riuscirete ad inseguire il mostro marino alla stessa velocità.
 
il mostro marino
 

Comunque, con in saccoccia la foto degli occhi terrorizzati della bestia ci dirigiamo verso Marathonissi.
Ok bel posto, la sabbia probabilmente è la più bianca di Zakynthos... però anche questa escursione non mi ha convinto appieno per via della modalità del resto inevitabile: ci arrivano troppe imbarcazioni, una attaccata all'altra, puoi fermarti solo per poco tempo e sempre con un occhio alla tua barca per non essere dimenticato lì.
Anche qui ovviamente vale la regola del rimanere a pochi metri dal bagnasciuga, ma su un lato della spiaggia tira molto vento per cui si ammassano tutti dove ci sono le barche. Insomma, starci non è come vederla dall' aereo non so se mi spiego.
Ripartiamo per andare alle Keri Caves che invece mi hanno convinto alla grande, personalmente le ho trovate le grotte più belle dell'isola.
In un punto dalle acque veramente cristalline la barca si ferma e i turisti possono tuffarsi per fare una nuotata, e così dopo le tartarughe ci si porta a casa anche gli avvistamenti delle balene.
 
Spiaggia di Keri, sullo sfondo Marathonissi con la curiosa forma a tartaruga
 
Sempre a Keri Beach
 
Marathonissi col suo parcheggio

Scorcio di Marathonissi
 
In viaggio lungo le Keri Caves
 
 

5° GIORNO: PORTO NIKOLAOS, BLUE CAVES, MAKRIS GIALOS, XIGIA, ALYKES, TSILIVI BEACH


L'intenzione era quella di arrivare al porto a Nord (San Nikolaos) per fare l'escursione al Navagio e alle Blue Caves.
Devo dire che la strada che da Zakynthos Town sale lungo la costa Est inizialmente è più pianeggiante di quella ad Ovest, ma arrivati nella zona di Xigia diventa molto peggio!
Qui le pendenze raggiungono il 10% e più e davvero non mi capacito di come facessero quelli con lo scooterino... ribadisco il consiglio di avere una cilindrata superiore.
Non so perché ma a Porto Nikolaos mi aspettavo di trovare un paesino, e invece è proprio solo... un porto.
Caso vuole che quel giorno ci sia molto vento e a detta del tizio (che ferma TUTTI i mezzi di passaggio per offrire l'escursione), la guardia costiera ha proibito di sostare al Navagio, per cui si può andare solo alle Blue Caves a metà prezzo.
Lì per lì la cosa mi scoccia un po’, ma poi si rivelerà una fortuna.
Prendo il biglietto e partiamo alla volta delle Blue Caves che però non mi entusiasmano quanto quelle viste a Keri, anche perchè a Keri mi aveva impressionato la costa chiarissima a strapiombo sul mare azzurro.
 
Non rende l' idea di quanto sia alta la scogliera... guardate gli omini in basso a destra

Dentro alle Blue Caves
 

Finita la gitarella decido di dedicare il resto della giornata al puro polleggio in spiaggia e so che da quelle parti dovrebbero esserci due tra le spiagge più consigliate, quindi torno indietro sulla strada della paura.
Avevo intravisto già all' andata lo spettacolo di Makris Gialos e Xigia, ma avevo anche intuito che si tratta di insenature troppo piccole per ospitare molti turisti: infatti a quell' ora nonostante un giro di perlustrazione non ho trovato un singolo metro libero anche per il solo telo mare.
Tuttavia una visita la meritano e se ci arrivate presto trovate anche i lettini.
Mi dirigo allora verso Alykes, altra spiaggia di cui avevo letto bene: purtroppo resto deluso perché l'impatto è stato del genere che non volevo, una cosa tipo Rimini, spiaggia lunghissima ma anonima, onde, lettini appiccicati e un pò troppi italiani per i miei gusti.
Dopo una breve passeggiata sulla spiaggia decido di tornare sul mio fido scooter per darmi un' ultima possibilità andando a Tsilivi, pur sapendo che non sarebbe stata molto diversa.
Infatti anche qui lo stampo è quello, spiaggia molto organizzata con bar a ridosso, lettini appiccicati etc. ma a quel punto ero stufo di vagabondare senza essermi ancora rilassato.
Mi piazzo e tutto sommato concludo bene la giornata.
 
 

6° GIORNO: PORTO ZORO, KALAMAKI, FAROS (KERI)


Dopo tutto questo viaggiare (messo comunque in conto) decido di dedicare una giornata alla pura, semplice SPIAGGIA. E ci riesco alla grande!
Mi dirigo di nuovo verso la penisola di Vassillikos con l' intenzione di saggiare Banana Beach, tuttavia nello scorgere il cartello per Porto Zoro mi ricordo di averne sentito parlare bene e mi ci fiondo.
Qui ci sono decine di lettini gratuiti e incredibilmente poca gente, almeno al mio arrivo.
Il posto è bello e quando il sole è alto si torna a vedere l'acqua per cui si viene in Grecia.   :)
L'unico appunto riguarda il vento: su questo lato dell'isola le spiagge avevano il vento contro per cui il mare era piuttosto mosso, con conseguente "sporcizia" marina portata a riva, bagno meno invitante etc.
Quindi dal momento che mi ero già goduto la mattina (senza sborsare un euro) ho pensato di spostarmi nella zona di Laganas, tanto per vedere e ricordando che lungo la costa Sud invece il mare è quasi piatto.
La spiaggia di Laganas è un inferno di bimbocci, mi fermo prima in direzione Kalamaki (che ne è in pratica la continuazione) dove ecco che invece trovo esattamente quello che cercavo, tranne il lettino ahimè.
L'acqua è da dieci e lode, calma, calda come brodo di tartaruga, la spiaggia lunghissima e andando verso il fondo se avete un ombrellone ve ne potete stare davvero per i fatti vostri. E ci sono pure i nidi di tartaruga (e la regola dei metri), per cui vi chiedete che bisogno ci fosse di affrontare la strada e le vespe di Dafni.
La mia insolazione raggiunge l'apice.
Per la sera decido di andare a fotografare il tramonto al faro di Keri, un po’ preoccupato perché temevo di patire il freddo e la mancanza di illuminazione al ritorno.
In realtà se non vi fermate troppo una volta calato il sole c'è ancora abbastanza luce per fare il primo tratto in completa sicurezza; Inoltre basta seguire i fari del mezzo davanti, visto che c'è parecchia gente che torna dopo il tramonto.
Anche a livello temperatura me la sono cavata egregiamente con una maglietta a maniche lunghe portata appositamente.
Tramonto meritevole e finalmente simpatizzo con un gatto isolano, me ne aspettavo molti di più.
 
Il tramonto al Faros di Keri
 

 
7° GIORNO: PORTO VROMI, AGIOS SOSTIS, KALAMAKI
Avevo ancora in mente di visitare il Navagio sul posto e considerato che non ero stato a Porto Vromi (altro posto consigliatissimo) dal quale partono le escursioni per il solo Navagio, i tasselli sono andati tutti al loro posto.
Torno sulla costa Ovest per percorrere un' altra strada a forti pendenze, ma la visuale su Porto Vromi ripaga tutto: uno spettacolo.
 
Porto Vromi: il colore dice tutto
 

Una volta arrivati c'è una spiaggetta di giusto qualche metro, ma lo standard è elevatissimo nonostante sia un porto: del resto anche quello di San Nikolaos mi è rimasto nel cuore, un angolo di paradiso con colori magici.
Prendo la barca e ci dirigiamo al Navagio, per poi proseguire alle grotte locali (nulla di che) e fare una fermata per fotografare il noto "profilo di Poseidone" che in pratica è visibile solo al ritorno ma si trova proprio a pochi metri da Porto Vromi.
Mi soffermo solo sulla tappa del Navagio: non avevo grandi aspettative per via delle varie opinioni poco entusiastiche lette in giro, comunque a me interessava solo fare fotografie. In effetti quando siamo arrivati la spiaggia era troppo affollata, l' acqua non è realmente limpida (al contrario, sembra quasi candeggina... per quanto poi l' effetto sia bello, intesi) e soprattutto c' è un insopportabile odore di nafta per via delle troppe barche che fanno manovra.
Chi vuole fare il bagno deve accontentarsi di muoversi tra di esse, un po’ come a Marathonissi, in compenso il ghiaietto levigato di cui è fatta la spiaggia è molto piacevole al tatto e al suono. :)
Va detto che il relitto è pericoloso... aldilà della ruggine è pieno di squarci affilati e non invidio chi ci saliva a piedi nudi e senza guanti... io sono salito giusto sul ponte e mi sono pure graffiato su di uno spuntone, per fortuna solo sulla pelle, ma mi immagino cosa possa succedere se qualcuno scivolasse cadendo pure su altre persone.
Tetano garantito...
Per il resto è comunque un luogo impressionante che vale la visita, soprattutto per rendersi conto di quanto siano alte le scogliere e lontani gli omini che salutano dalla cima.
 
Sul relitto

Sempre sul relitto
 

Finita l'escursione decido di godermi l'ultimo giorno in spiaggia: purtroppo ormai è già un po’ tardi e tra la strada del ritorno e la ricerca di un ombrellone (necessario perché ormai avevo male solo ad espormi) ho perso un sacco di tempo.
Mi ritrovo di strada per Agios Sostis (l'isolotto con il ponticello) e vado a fare qualche foto per dire "io ci sono stato".
 
Agios Sostis col suo famoso ponticello
 
L' ingresso sull'isola è a pagamento in quanto penso ci sia un locale, a me non interessava per cui me ne sono tornato a Kalamaki, senza ombrellone con buona pace della mia insolazione.
 
 

8° GIORNO: KASTRO (BOCHALI), GIRINGIRO PER ZAKYNTHOS TOWN


Simpatica creatura a Bochali
 
Il giorno della partenza sono senza scooter in quanto riconsegnato, per cui ne approfitto per fare una visita a piedi al castello di Zakynthos.
Una bella faticata arrivarci... e purtroppo non vale la candela: l'ingresso promette bene ma poi in pratica ci si ritrova in un boschetto di pini rado e anonimo con qualche pietra di basamento e poco altro.
L'unica struttura ancora in piedi è una piccola prigione di giusto cinque celle, alla fine vale la pena solo per la panoramica dall'alto sull'isola.
Soliti calabroni da assalto, vespe sotto minaccia, parecchie farfalle, libellule e anche un geco ben nascosto.
Al ritorno faccio un ultimo giro per la città prima di andare in aeroporto e concludo così la mia bella vacanza!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Castello di Zakynthos - dintorni

Castello di Zakynthos - dintorni
 

 Veniamo alle cose che mi sarebbe piaciuto sapere prima di partire.
- Avendola girata tutta confermo che in scooter sia fattibile, ma come ho specificato consiglio una cilindrata di almeno 125cc.
Più che altro per la frustrazione di fare una salita ai due all' ora.

- Non ho trovato né incidenti, nè gente caduta, nè strade "in pessime condizioni" come da vari racconti sul web.
Va comunque considerato che il limite di velocità su tutta l'isola è di 50 km/h: pur ammettendo varie accelerate nelle zone dove possibile, è un limite fisiologico in quanto Zakynthos è tutta una curva.

- Al di là delle battute sulle vespe, non sono stato punto nè ho visto nessuno punto.
Però ritengo giusto segnalarlo perché io ne sono abbastanza terrorizzato e non mi sentivo a mio agio in alcuni posti, inoltre chi è allergico o scatta appena le vede potrebbe trovarsi nei guai.
Zero zanzare, zero meduse... forse. Non ne sono sicuro perché una inglese uscita dall'acqua aveva strani graffi sul braccio, ma non ho capito se dipendessero dalla nottata galeotta a Laganas.

 - Non preoccupatevi troppo del rischio "inglesi ubriachi": non ne ho visto uno che fosse uno.
E' giusto però sottolineare che io non ho fatto vita notturna, la sera passeggiavo per la town e poi a nanna. Credo che la cosa sia davvero limitata alla zona di Laganas, basta evitarla.
Se siete coppie, famiglie o viaggiatori solitari come me potete vivere l'isola senza nemmeno accorgervi di questa famigerata "colonia inglese".

- La benzina costava più o meno come in Italia, al momento in cui scrivo era circa 1,7€/l. Avrò fatto circa un paio di pieni in tutto e in totale non avrò speso nemmeno 20€.
Lo scooter invece mi è costato abbastanza caro, anche perchè ho aggiunto un' assicurazione in caso di danni "accidentali" (altrimenti avrei dovuto pagare una franchigia di tipo 180€ per un graffietto, col timore che qualche furbone venisse a farlo apposta...).
Insomma, io ho preso un po’ una fregatura perchè non ho voluto cercare o contrattare granchè, se potete contrattate meglio questi dettagli.

 - L'isola è tutta ventilata e non si patisce l' afa come in Italia.
Questo si traduce anche nell'assoluto bisogno di creme protettive fin da quando uscite la mattina. Io me lo dimentico sempre e a metà vacanza sono bruciato :(

 - Considerato che la maggior parte delle spiagge hanno una zona libera vale la pena pensare all' acquisto di un ombrellone da portarsi in giro e regalare a fine vacanza.
Io non l' ho fatto per paura di avere problemi alla guida dello scooter e pensando di dovermelo imbarcare in aereo al ritorno, ma solo dopo ho capito che il problema non sussista: si può portare a tracolla sulla schiena e in pratica si ripaga in un solo giorno, quindi anche regalandolo all' albergo si ha comunque risparmiato.
 

 Buone vacanze!


Così l'articolo ZANTE IN SOLITARIA

vale a dire tutti gli articoli ZANTE IN SOLITARIA Questa volta, si spera in grado di fornire benefici a tutti voi. Va bene, si vede in un altro post articolo.

Ora stai leggendo l'articolo ZANTE IN SOLITARIA l'indirizzo del link http://unadestinazione.blogspot.com/2015/03/zante-in-solitaria.html

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